Tecniche:

  • recitazione,

  • mimica,

  • burattini di vari tipo,

  • danza coreografica,

  • gestualità, animazione,

  • multimedialità  per la documentazione,

  • pantomime.

Discipline coinvolte:

  • lingua italiana

  • storia

  • musica motoria

  • immagine/manualità

Prodotto:

  • rappresentazione teatrale

Verifica:

  • visione della videocassetta del prodotto con la presenza di tutti i soggetti coinvolti.

L’attività, iniziata il 7 ottobre 2001, con l’intervento del regista, si è svolta in forma laboratoriale: ogni scena è scaturita dall’interazione alunno-regista-insegnante; quindi lo spettacolo non era in partenza già deciso, né era preparato il modo di rappresentarlo ed il “taglio” da dare al soggetto .

Esso è lentamente venuto fuori dalla cooperazione che ha portato, in primo luogo, alla modifica del soggetto scelto : una favola di I. Calvino.

Fase propedeutica

  • Chi vorresti essere? (ogni alunno scriva un proprio soggetto)

  • Le idee più chiare e suggestive vengono raccolte e sfruttate  per essere inserite nella “fabula”.

  • Scelta del periodo storico: medievale-rinascimentale perché più aderente alla storia studiata.

  • Effettuazione di una visita didattica alla sede delle Contrade di Amelia che organizzano manifestazioni per conoscere costumi e ruoli dei personaggi del Medioevo.

  • Improvvisazioni

  • Giochi motori ed espressivi

  • Scelta del testo “Giulietta e Romeo”

Attività

  • decodifica del testo.

  • scrittura di un nuovo testo basato su situazioni comiche, scaturite da gags nate in classe  e sollecitate dal regista .

  • definizione del canovaccio

  • costruzione degli oggetti di scena

  • costruzione dei burattini (con giornali e corde)

  • manipolazione e animazione

  • preparazione dei costumi

  • scelta dei ruoli

  • scelta dei brani musicali

Prodotto:

  • prove generali

  • rappresentazione

Il regista è stato: in ogni momento di laboratorio il registro formale-scolastico diventa informale- spontaneo-conviviale , alternato con seri momenti di impegno e di concentrazione che mettono alla prova tutti gli alunni.

In alcuni casi il “ruolo” viene creato sul bambino per fare in modo che tutti partecipino attivamente: metodologia del “role-playng”.

Il regista è sceneggiatore, provocatore, stimolo, ma anche, come definito dai bambini nelle descrizioni: comico, furbo, bravo, il migliore, simpatico ... ha i capelli come un frate, è allegro come un grillo, serio, elettrizzato.

Il tema della morte è ironizzato dietro il tono ludico-comico delle interpretazioni.

L’esito più positivo si è verificato con il coinvolgimento di alunni in difficoltà  che, avuto un ruolo teatrale, hanno maturato un’immagine tanto positive di sé da ripercuotersi negli apprendimenti curricolari .

Lo spettacolo è stato molto gradito ed apprezzato dalle famiglie per le plurime valenze educative.