L’attività ha preso inizio alla fine di settembre 2001 con la pubblicizzazione  del progetto all’interno del nostro istituto.

Sono stati individuati ragazzi interessati ad effettuare questa esperienza, tra essi un buon numero di ragazzi diversamente abili.

  

 

Si sono svolti incontri pomeridiani settimanali. Per i primi tre mesi si è provveduto alla traduzione della commedia “Il malato immaginario” di Molière, dal francese al dialetto ternano tramite l’italiano.

In questa fase è stato facile soffermarci a riflettere sull’universalità di certe caratteristiche umane che ci fanno sentire più europei e senza tempo.

Il malato di Molière infatti lo abbiamo trovato con caratteristiche molto simile ad alcune persone che conosciamo oggi.

Un obbiettivo importante che ci siamo posti con questa attività  è quello dell’integrazione dei soggetti, diversamente abili, che frequentano il nostro istituto.

A loro sono state affidate parti comunque fondamentali per l’economia della commedia richiedenti un impegno adeguato per non causare in loro ansia. Grande contributo è venuto dagli altri protagonisti che sono stati strategici nel coinvolgere i loro compagni a provare tempi e luoghi precisi per recitare le battute al momento giusto.

Ruolo importante nel lavoro teatrale svolge la nostra Amica Alessandra che ha continuamente tenuto una sorta di "diario di bordo".

Una volta effettuata la stesura del copione in dialetto ternano, i ragazzi lo hanno scritto a computer ed è stata distribuita una copia per attore. Sono state ripetute molte prove, è stato sempre piacevole incontrarsi.

Nella compagnia si è creata  una  grande armonia;  si svolge il  lavoro con serenità, con spirito collaborativo e disciplinato, nessuno arriva puntuale ma piano piano si scopre che la puntualità è servizio e rispetto nei confronti degli altri.

Il venerdì, giorno di prove, la compagnia teatrale, uscita dalle lezioni, pranza insieme e questo fatto cementa l’amicizia, solidifica i rapporti, crea empatia.

Il sereno clima che si instaura è vantaggioso per tutti, poiché ciascuno trova una dimensione umana nell’esperienza teatrale, una crescita della propria autostima, un’occasione di sano protagonismo.

Le prove e le riprove hanno impiegato due mesi.

Poi si è passato alla progettazione di costumi scenografie, effetti di scena ... successivamente alla loro realizzazione e reperimento.