Motivazioni per la scelta del linguaggio teatrale  

Il valore di un'esperienza teatrale nella scuola è un fatto ormai riconosciuto da pedagogisti maestri e genitori. Nella scuola di oggi questa attività assume maggior valore, perché permette ai vari insegnanti di svolgere un percorso interdisciplinare, nel quale possono essere coinvolti i vari ambiti del sapere.

Inoltre in un percorso di teatro il bambino migliora il suo modo di stare con i compagni conosce maggiormente se stesso e le proprie possibilità, diventa consapevole che esistono tanti modi per comunicare ... e tutto questo avviene all'interno di una comunità educante dove il sapere non è preconfezionato, ma da ricercare insieme.

Itinerario di lavoro seguito nel laboratorio teatrale  

Il teatro si caratterizza per il particolarissimo rapporto che si crea tra attore e pubblico. Non esiste, infatti, teatro senza queste due indispensabili componenti. Prima, però, di arrivare alla comunicazione con il pubblico, è necessario che il bambino abbia superato altre fasi del lavoro teatrale. Si comincia con attività di gioco-dramma, non finalizzate alla realizzazione di uno spettacolo, ma alla maturazione espressiva degli alunni. 

Queste attività avvengono all'interno del gruppo, con una buona dose di improvvisazione, sotto la guida di un animatore. Sarà attraverso i giochi di drammatizzazione che i bambini riscontreranno alcune difficoltà nell'usare il proprio corpo e quindi comprenderanno l'utilità di educarlo attraverso un lavoro di laboratorio teatrale.  

Queste, in sintesi, le fasi di lavoro seguite nel laboratorio:

  1. Formazione del gruppo

  • Attività di sintonia di gruppo

  • Attività di concentrazione

  • Attività di sviluppo della creatività

La finalità di queste attività è di liberarsi da inibizioni e reticenze, di controllare maggiormente il proprio corpo, di aiutare i più timidi ad esprimersi e i più vivaci a collaborare e a contenersi.

  1. L'espressione

  • Improvvisazioni con il corpo

  • Improvvisazioni con la voce

"Vivendo" e non "raccontando" le situazioni il bambino le potrà trasmettere al pubblico in modo spontaneo e sentito.

  1. La presa di coscienza

  • Autoosservazione

  • Riflessione sul lavoro svolto

Il bambino prima "vive" un'esperienza, poi è guidato alla riflessione sul lavoro svolto, alla consapevolezza di ciò che ha fatto.

  1. La comunicazione

  • Costruzione del personaggio

  • Drammatizzazione

  • Rappresentazione

Quest'ultima fase completa l'itinerario, mettendo in condizione di comunicare agli altri la ricchezza di quanto si è sperimentato all'interno del laboratorio teatrale.

Qual è stato, in questo percorso laboratoriale, il ruolo degli insegnanti?  

L'educatore ha la funzione di guidare il gruppo con consapevolezza, fornendo gli stimoli giusti al momento giusto, alternando e graduando gli esercizi, calibrando i tempi di gioco e quelli di riflessione. Bisogna osservare con discrezione ciò che accade. essere pronti ad accogliere ciò che di nuovo i bambini propongono, ma anche essere garanti delle regole che il gruppo si è dato per poter lavorare bene. I bambini più insicuri vanno spronati e incoraggiaci, mentre i più vivaci vanno tenuti a freno, in modo che non prevarichino sugli altri.

Per finire, tutto il lavoro è stato portato avanti nella consapevolezza che, quando si intraprende un'attività teatrale nella scuola, lo scopo è di favorire lo sviluppo delle persone con cui si lavora.

Il percorso è più importante del risultato.

Il lavoro deve trovare il suo significato nello sviluppo di nuove capacità nel bambino. nel gusto della ricerca, nella sperimentazione di un agire e di un comunicare diversi da quelli abituali.

Lo spettacolo finale, rivolto al pubblico, potrà dare ai bambini una gratificazione maggiore e diverrà verifica di quanto hanno appreso, ma l'educatore non deve mai trascurare la valenza della singola esperienza a vantaggio del risultato finale.